All’indomani della Festa

Nel dopocena di Giovedì 14 maggio, si è svolta con successo la Festa di Livorno delle Diversità. Vi hanno partecipato oltre 150 persone che, durante le due ore e mezzo della serata, hanno  applaudito molto spesso i cabarettisti Alessia Cespuglio, Michele Crestacci, Paola Pasqui nonché i complessi musicali Liv Charcot e Stato Brado.

Oltre al richiamo del significato della Festa fatto in apertura dalla Cespuglio, durante l’intervallo è stato distribuito nei locali del Teatro delle Commedie il depliant di Livorno delle Diversità contenente il Manifesto programmatico e la lettera inviata all’Autorità Portuale (il depliant è visibile su questo sito nella rubrica Attività in corso).

Comunicato Stampa del 19 marzo 2015

L’associazione LIVORNO DELLE DIVERSITA’  ha consegnato all’Autorità Portuale la richiesta di concessione di un’area demaniale sul Porto  al fine di realizzarvi a sue spese un luogo che, in chiave simbolica, costituisca un richiamo costante al senso profondo della convivenza operosa tra individui di ogni etnia e cultura, concordi nel determinato rifiuto di ogni superiorità identitaria di stampo fondamentalista.

Scrive l’associazione che il riconoscimento e il  rispetto della diversità costituisce la condizione essenziale per accogliere ed alimentare relazioni nel porto di Livorno. Il che, secondo la tradizione della città, si è tradotto nei secoli  nella laicità istituzionale, il solo metodo per garantire la piena uguaglianza dei cittadini nei diritti e le relazioni interpersonali tra credenti e non credenti.

La concessione è richiesta per l’area demaniale del Porto di Livorno tra la spalla del Ponte dei Francesi e la scala che scende al livello dell’acqua, che è libera da concessioni e non è assoggettata a servitù di passo. La zona è stata scelta per la agevole  visibilità da parte di chi percorra a piedi od in bicicletta gli itinerari in posizione baricentrica rispetto al sistema “porto mediceo-centro storico” ed appare adatta per essere fruita da parte  di chi, in via occasionale o stanziale, si trova a vivere la realtà del Porto Mediceo.

Oggi, tale richiesta coincide con la tragedia del museo di Tunisi. E’ un caso, eppure costituisce l’ennesimo chiaro ammonimento del fatto che diffondere il rispetto delle diversità nei rapporti interni ed internazionali è il solo modo efficace per attivare la vita feconda di cittadini liberi, che i fondamentalismi insidiano in molti paesi del Mediterraneo.

Livorno 19 marzo 2014